Fonte:
La StampaTOLOSA
Caduto in trappola per una donna. Come in un film la storia del malvivente si conclude in carcere a causa di una rappresentante del gentil sesso. Carlo Rao, 31 anni, truffatore specializzato in raggiri online, è stato raggiunto da un mandato di’arresto europeo, e come in "Prova a prendermi" di Steven Spielberg, è stato scovato a Tolosa, in Francia, dove si nascondeva.
L’uomo, ricercato in tutta Italia, era diventato il latitante del Web, dove utenti infuriati imprecavano contro di lui nei forum. Ma ad agosto del 2008 la sua confessione in una lunga lettera alla fidanzata, ignara di tutto e convinta che Carlo Rao fosse un facoltoso produttore musicale di origine olandese. «Dolcissimo amore mio, sono un rovina-vacanze», le aveva scritto prima di sparire per una settimana ed entrare ancora in azione. Poi il ritorno a casa, dove si era barricato e nascosto con la ragazza, dopo un’ennesima truffa. Stavolta il padre della fidanzata lo ha denunciato per sequestro di persona ma Rao era già all’estero.
Le accuse, per il giovane malvivente, sono pesanti, frutto di un lavoro certosino svolto dal pm Luca Palamara, sulla base delle denuncia presentata dalla donna che credeva di aver intrecciato una relazione con Rao, ma che in breve si è trovata senza carta di credito, prigioniera del suo falso principe azzurro. Per questo l'accusa più pesante, nei confronti di Rao, è quella di sequestro di persona. A questo quadro, con i margini chiusi della relazione di coppia andata all’aria, si aggiungono poi tutta una serie di stangate che Rao ha fatto nel tempo attraverso internet e che l’hanno fatto diventare famoso, per non dire famigerato. In quasi tutti i più noti siti di viaggio low cost, da quelli in cui si affitta la casa a quelli in cui scambia il divano, nei forum, si rintraccia il nome di Rao.
In manette, lui, c’era già finito a marzo 2005 per essersi insinuato tra le maglie di eBay e aver venduto decine di telefoni cellulari mai consegnati. Secondo quanto si spiega su un altro giornale web, Rao, usufruendo dell’indulto, è stato successivamente scarcerato. Stavolta, dopo l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Roma, Guglielmo Muntoni, su richiesta del pm Palamara, non appena Rao sarà in Italia, gli inquirenti contano di completare il quadro. Tante sono le persone che hanno denunciato Rao nel tempo. In base a quanto accertato dagli investigatori della squadra mobile, i raggiri andavano dalla finta vendita di viaggi e soggiorni, a quella di materiale hi-fi. I programmi Matrix e Mi manda Raitre, più volte si sono occupati di questa manolesta digitale, friulano, con decine di alias, come "Claudio Romei", studi abbandonati di economia.
Più di uno, almeno sul web, aveva promesso vendetta nei confronti di Rao. Come quei ragazzi di Brescia, che dopo aver pagato una vacanza a Formentera, rimasero con niente in mano, o quegli sposini trevigiani, che dopo aver comprato un pacchetto per il viaggio di nozze, arrivando a definire anche gli scali in diversi paesi oltreoceano, si sono ritrovati davanti a un addetto dell’aeroporto che gli ha detto: «Non c’è nessuna prenotazione a vostro nome».