Salve, è da qualche giorno che ci stavo pensando, però solo ora mi è venuta "l'ispirazione attuativa". Dato l'interesse economico che le feste patronali e religiose rivestono in Italia, dato l'interesse della politica nella recente manovra finanziaria, ho intenzione di scrivere a riguardo di tali avvenimenti cosi importanti per le nostra cultura. Indipendentemente dalla fede o non-fede che ognuno di noi può professare, non si può evidenziare il tesoro artistico e culturale che tali avvenimenti rappresentano.
E quindi inizio proprio con San Gennaro, che tanto bene ha fatto a Napoli
domenica sera (Napoli - Milan 3:1)

San Gennaro è il patrono principale di Napoli, nel cui Duomo sono custodite due ampolle contenenti una sostanza allo stato solido, che la tradizione afferma essere sangue del santo, e che si liquefa tre volte all'anno.
Convenzionalmente si crede che Gennaro sia nato verso l'anno 272. Sul luogo esistono molte tradizioni, di cui la prima lo vuole nato a Benevento, città di cui sarà vescovo, dove la pietà popolare individua a tutt'oggi la sua casa natale in dei ruderi romani siti nella via ad egli intitolata.
Muore decapitato sotto il governo persecutore di Diocleziano nell'anno 305.
Secondo la tradizione, subito dopo la decapitazione sarebbe stato conservato del sangue, come era abitudine a quel tempo, raccolto da una pia donna di nome Eusebia che lo racchiuse in due ampolle.
Secondo la tradizione, il sangue di san Gennaro si sarebbe sciolto per la prima volta ai tempi di Costantino I, quando il vescovo Severo (secondo altri il vescovo Cosimo) trasferì le spoglie del santo dall'Agro Marciano, dove era stato sepolto, a Napoli.
Durante il tragitto avrebbe incontrato la nutrice Eusebia con le ampolline del sangue del santo: alla presenza della testa, il sangue nelle ampolle si sarebbe sciolto
Oggi le due ampolle, fissate all'interno di una piccola teca rotonda realizzata con una larga cornice in argento e provvista di un manico, sono conservate nel Duomo di Napoli. Delle due ampolle, una è riempita di 3/4, mentre l'altra più alta è semivuota poiché parte del suo contenuto fu sottratto da re Carlo III di Borbone che lo portò con sé in Spagna.
Tre volte l'anno (il sabato precedente la prima domenica di maggio e negli otto giorni successivi;
il 19 settembre e per tutta l'ottava delle celebrazioni in onore del patrono, ed il 16 dicembre), durante una solenne cerimonia religiosa guidata dall'arcivescovo, i fedeli accorrono per assistere al miracolo della liquefazione del sangue di san Gennaro. La liquefazione del tessuto durante la cerimonia è ritenuto portatore di buoni auspici per la città; al contrario, si ritiene che la mancata liquefazione sia presagio di eventi fortemente negativi e drammatici per la città.
Ecco alcune foto dell'evento :

Immagine di Sepe con l'ampolla

Busto del Santo

Folla di fedeli
Fonte :
Wikipedia ;
Santi e Beati